Attacchi di Panico e Ansia

Attacchi di panico e Ansia

Gli Attacchi di Panico e Ansia sono manifestazioni di tutto un insieme di sintomi d’ansia che portati all’estremo conducono all’attacco di panico; alcuni sostengono che gli attacchi di panico rientrino in un quadro generale definito “disturbo da attacco di panico” denominato DAP. Quello che vi dirò io sugli attacchi di panico e sulle sue manifestazioni tuttavia,  è  in buona parte frutto della mia esperienza personale, come mi hanno colpito e altri dettagli simili, così da fornirvi una visione oggettiva, una testimonianza vera non presa da un libro, non schematizzata in categorie e ipotesi.

Attacchi di Panico e Ansia

Attacchi di Panico e Ansia

Personalmente ho sofferto di attacchi d’ansia per quattro anni, periodo durante il quale si sono verificati numerosi Attacchi di Panico e Ansia. Gli attacchi di panico non erano però, come si può credere, solo manifestazioni clamorose e, a volte, si sviluppavano all’interno di me stesso  senza che gli altri nemmeno se ne accorgessero, anche se l’agitazione che mi procuravano si ripercuoteva su tutta la mia giornata.

La cosa più sconvolgente è l’improvvisa irruenza con cui si manifestano: il primo dei miei Attacchi di Panico e Ansia si è verificato in una circostanza apparentemente calma, normale. Ero tranquillo a casa mia quando ad un certo punto ho cominciato a sentire brividi freddi molto forti e uno stato di agitazione provenire dallo stomaco, in un continuo espandersi verso l’esterno; la mia gola si è chiusa, migliaia di pensieri hanno cominciato a farsi strada sempre più forti.

Il pensiero dominante era quello di morire. Mi sentivo come risucchiato da una forza più grande di me e, solo più tardi, ho capito che gli Attacchi di Panico e Ansia fanno anche questo; dopo questa grossa crisi di freddo ho cominciato a tremare, la testa ha cominciato a girare  e non potevo più stare in piedi. Mi sono dovuto sdraiare e il tutto è  durato al massimo 15 minuti, fino a quando non mi sono ripreso  e ho avvertito una sensazione di stanchezza estrema, sentendomi chiaramente molto scosso.

I pensieri che poi mi sono balzati alla mente sono stati le cause di panico successivi, ovvero: e se mi accade mentre lavoro? E se mi accade mentre sono solo? E se cerco di resistere perché sono convinto che siano Attacchi di Panico e Ansia mentre in realtà è un principio di infarto e rischio di morire ?

Tutte queste domande più la paura incombente che in qualsiasi momento tutto potesse ripresentarsi da capo hanno reso la mia vita, che già era quella di un ansioso, ancora peggiore. Gli Attacchi di Panico e Ansia sono una seconda, scomoda realtà. Per chi vive questo tipo di esperienza sembra molto più che una semplice sensazione, non basta chiudere gli occhi e fare un respiro per sottrarsi a questa morsa. E’ una vera e propria esperienza mentale e fisica che sconvolge dall’interno.

Ho avuto moltissimi Attacchi di Panico e Ansia a seguire, ora più lievi ora più forti. Mi ricordo un giorno in cui per motivi di lavoro mi trovavo in una casa di cura per anziani e mentre aspettavo una famiglia (Io facevo l’autista di veicoli funebri) decisi di sedermi in una sala di accoglienza in cui vi erano molti anziani, e proprio in quel momento mi hanno colto i miei temuti Attacchi di Panico e Ansia. Non saprei trovare un motivo in particolare, ma sicuramente stare a contatto  con tutte quelle persone molto anziane, vicine alla morte, ha proiettato il mio pensiero verso tantissime domande: “morirò presto, quanto vivrò ancora, starò bene, quanto a lungo, cosa si prove quando si muore”.

Infatti una costante delle persone che soffrono di Attacchi di Panico e Ansia è proprio quella di porsi tantissime domande, molte di più rispetto a quelle che consciamente e volontariamente ci faremmo di solito. In definitiva chiunque soffra di un attacco del genere impallidisce come un lenzuolo, io inoltre cominciai a tremare e a sudare, nonostante fossi all’interno di un ambiente climatizzato. Nessuno tra l’altro si rese conto di come stessi in quel momento, tranne una persona anziana che mi si avvicinò e mi disse: ” giovane, lei non si sente bene”,ed  io risposi: “si vede così tanto?”.

A quel punto la signora mi  fissò: “no, ma so cosa stai provando. Quando è morto mio marito”, spiego,  “mi sentivo come si sente lei ora. Pensavo di averlo accettato ma in realtà non potevo vivere senza di lui ed ero colta dal panico nei momenti più impensabili”.

Rincuorato cominciai a parlare con questa signora e lei mi confidò in maniera molto tranquilla  com’era riuscita a sconfiggerli, e la cosa straordinaria in tutto questo è che quella signora di ottant’anni era semplice, una donna come tante, non sembrava vantasse nemmeno una cultura così profonda, ma da sola era riuscita ad elaborare una risposta mentale molto elaborata. Era riuscita con le sue sole forze ad aiutarsi e a chiudere per sempre con i suoi attacchi di panico.

Vi racconto questo episodio perché è stato davvero strano come sia riuscito a cambiare così tanto, semplicemente avendo accanto questa persona che con voce molto calma che mi prendeva per mano. Le sue parole, il suo racconto, la sua comprensione. Questo insieme mi colpì così tanto che tutti i miei attacchi svanirono nel giro di pochi istanti.  La mia storia rivela molte cose sulla natura degli Attacchi di Panico e Ansia e ci fa capire come queste non siano parti di una “malattia” e nemmeno qualcosa da curare con dei farmaci, ma solo una manifestazione della nostra mente da capire e da affrontare con coraggio. Avere paura degli attacchi di panico significa aver paura di se stessi e di quello che c’è dentro di noi.

Gli attacchi di panico, così come anche l’ansia, presentano dei punti in comune. Personalmente sono d’accordo con la psicoterapia classica che li identifica a partire da shock del passato, esperienze irrisolte che si riaffacciano  per ricordarci di decisioni ancora in sospeso. Il nostro arbitrio spesso viene seppellito da noi stessi, le situazioni rimangono irrisolte, sovente  nel tentativo di non affrontare determinati aspetti, nel  continuo tentativo di essere come gli altri ci vogliono. Ciò che nascondiamo a noi stessi tuttavia, non possiamo nasconderlo al nostro inconscio, non per sempre almeno. Dentro di noi, in profondità questo disagio rimane sempre lì, pulsante, e se non impariamo ad accettarci davvero rappresenta un punto che non verrà mai risolto del tutto.

Ci sono anche delle cause che vanno al di là della semplice vita di tutti i giorni, ma si celano in fattori puramente esistenziali e sono dovute a piccoli problemi fisici che scatenano e acuiscono la propria ansia. Nel mio caso ho scoperto con grande sorpresa di essere un soggetto con tendenza ansiosa, ma ad un livello tale da risentirne nel mio stomaco e soffrire di gastrite, quella che per l’appunto viene denominata gastrite nervosa. Sebbene all’interno dei dizionari medici questa dicitura spesso non venga riportata, si manifesta come una gastrite tradizionale: l’aumento dei succhi gastrici che sono notoriamente acidi creano degli squilibri all’interno del nostro stomaco, corrodono le pareti di quest’ultimo arrivando in casi estremi a generare ulcerazioni. Un disturbo generato dall’ansia che ha portato ad un altro problema per nulla secondario al primo, ossia l’ernia iatale. Per chi non la conoscesse si tratta di un’ernia che colpisce 8 persone su 10 tra chi già  soffre di problemi gastro-digestivi e crea dei problemi di reflusso gastrico oltre ad alcuni episodi di extrasistole. Tutto ciò avviene nello stomaco, quando si formano dei gas o si dilata qualcuno degli organi  e in alcuni casi arriva ad influire direttamente sul nostro cuore, portando con sé dei sintomi che inizialmente possono essere confusi con l’ansia, ma che poi si fondono effettivamente con quelli di carattere ansioso il disturbo complessivo continua ad auto-alimentare l’ansia innescando una reazione a catena pazzesca.

Io ho iniziato a elaborare gli Attacchi di Panico e Ansia dalla mia mente, capendo che i miei ricordi si basavano fondamentalmente su delle immagini che si riproponevano violentemente nella mia mente. Ci sono arrivato in un giorno qualsiasi in cui, quasi per caso, la mia mente si è fissata su una sola immagine improvvisamente. Stavo camminando come al solito pensando ai fatti miei quando ad un certo punto è passata una signora con un piccolo cane al guinzaglio: era piccolo, la razza non ben definita ma la cosa strana è stata che al vedermi ha preso a ringhiare subito e ad abbaiare sempre più forte. In quel preciso istante ho sentito una scossa percorrere la mia schiena, da farmi venire la pelle d’oca: nella mia mente vedevo solo l’immagine di un altro cane nero dai denti immensi, minaccioso. Dopo essermi allontanato mi sono infilato in un bar, ho bevuto un bicchiere di acqua e mentre mi calmavo, più ripensavo a quel  cane più mi stupivo a quanto quel cane fosse simile a quello che stranamente mi si era materializzato in mente e che sentivo di aver già  visto in passato.

Parlando con mia madre venni poi a scoprire che quando ero molto piccolo, i miei vicini di casa avevano un grosso cane nero, un pastore tedesco dal pelo lungo e scuro che un giorno mi aveva aggredito, preso per la maglietta con  i denti e mi aveva trascinato qua e là senza che riportassi ferite di qualche tipo, fortunatamente.

E lì ho capito che nella mia mente, decine di anni prima, avevo fissato quel ricordo in maniera indelebile e in svariate occasioni mi tornava alla mente quella serie di immagini, anche se confusamente. Ciò che  ha giocato a mio favore è stato il fatto di poter vedere e distinguere la verità dietro questi ricordi, mentre molto sovente queste immagini portano con sè dei traumi che difficilmente si riesce a risolvere interamente. E questo è ciò che ho imparato sulla mia pelle riguardo agli Attacchi di Panico e Ansia

Ultimo aggiornamento:settembre 23, 2014

2 Comments

  1. Francesca 02/01/2017
  2. Andrea M. Andrea 08/01/2017

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