Ansia: Quando diventa Patologica?

Ansia: quando è patologica?

 

ansiaL’ansia è un’emozione naturale e positiva che, come la paura, interviene come reazione all’avvertimento di pericolo. Questo pericolo tuttavia non è reale e l’ansia patologica lo dimostra.

I disturbi d’ansia intaccano la vita di individui che si trovano quotidianamente a dover combattere con attacchi di panico, fobia sociale, disturbi ossessivo-compulsivi, talvolta associati ad agorafobia.

Man mano che gli episodi di questo genere si susseguono, il corpo comincia a risentirne, ma spesso si fatica ad associare i sintomi somatici con le prime manifestazioni di un disturbo d’ansia: si ricorre così all’abuso di farmaci palliativi o alla ricerca ossessiva di cause immaginarie. È un male invisibile che attacca l’anima restando celato, un circolo vizioso che trascina la propria esistenza all’interno di un oblio di insicurezze interne che vanno a intaccare salute, affetti e quotidianità. Si vive in un continuo stato di pericolo imminente, il corpo considera questa condizione come un campanello d’allarme, e si mette nelle condizioni necessarie per opporsi alla minaccia percepita.

L’ansia è patologica quando si comincia a vivere la realtà come un pericolo, sentendosi incapaci di affrontare gli eventi. Ci si sente vulnerabili, sospettosi, sopratutto di fronte a situazioni nuove. I pericoli avvertiti da parte di chi soffre di ansia patologica crescono continuamente, e in un attimo ci si rinchiude in se stessi, relegando la propria vita all’interno di un mondo immaginario e terrificante.

 

Ansia:  sintomi del corpo e della mente

 

L’ansia patologica si riflette su corpo e mente con sintomi spesso confusi o non riconosciuti come tali. Ci sono sintomi sensoriali-percettivi che portano ad una confusione mentale, fatta di irrealtà e iper-vigilanza. La situazione può sfuggire di mano, si comincia ad avere paura della paura stessa, giungendo così all’attacco di panico. Si fa spesso fatica a ricordare le cose o si ricordano in modo caotico, la propria obiettività viene meno, e allo stesso modo anche la capacità di concentrarsi. Sfugge sempre di più la consapevolezza della propria identità, al punto tale da non riuscire a domare  i propri istinti e le proprie emozioni, al pari delle situazioni che ci circondano, fino ad essere ossessionati dall’impressione di dover morire o di esser vittime di malattie mentali.

Tutto ciò comporta un’irritabilità cronica, paura costante che si alterna ad uno stato di agitazione, eccitazione. Il comportamento dell’individuo soggetto da questo disagio dunque fronteggia molti fenomeni secondari ed ugualmente dannosi, quali difficoltà di linguaggio, iperventilazione, immobilità muscolare.

Dal punto di vista fisico il corpo reagisce a questo costante avvertimento di minaccia con tachicardia, difficoltà respiratorie, asfissi, perdita dell’appetito, nausea, problemi al tratto urinario, disfunzioni sessuali, sudorazioni e momenti di caldo e freddo alternati.

Questo incubo porta a smarrirsi completamente, finendo con il chiedersi davvero se esiste la speranza di potersi svegliare, un giorno, e ritrovarsi sani, di nuovo. Guariti. Esiste un modo per ritrovare quel benessere o fa parte di un miraggio irraggiungibile? Andrea Monti, ex sofferente di ansia, ha deciso di dare una risposta a chi vuole uscire da questo inferno ma non sa come fare o si sente perso. Il manuale autobiografico “Come ho vinto l’Ansia” vuole infondere forza a tutti coloro che, come lui in passato, si trovano nella condizione di non poter uscire da questo terribile tunnel di paura.

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Ultimo aggiornamento:ottobre 2, 2014