Ansia e Caffeina: Utile o dannosa?

Pensavate che il caffè fosse un “nemico” privo  di  effetti positivi? Ne avete sempre  e solo sentito parlare con una certa preoccupazione? Rimarrete stupiti: ecco come la caffeina viene riabilitata dalla sua fama di bevanda nociva,  dimostrandone l’efficacia contro ansia e panico.

ansia e caffeinaInfatti ormai è un classico. Provate a ricercare notizie inerenti alla parola caffeina o alla parola depressione, e vi ritroverete davanti indicazioni che esortano ad evitare queste sostanze dal momento che , secondo alcuni studi, sarebbero responsabili nella riduzione della produzione di serotonina. Questo fatto porterebbe le persone già sensibili ad ansia e panico alla depressione, correndo gravi rischi ad ogni consumo delle suddette sostanze.

E se questo fosse falso? Nuovi studi recenti hanno evidenziato che la caffeina sarebbe perfino utile al fine di prevenire sintomi depressivi, soprattutto nelle donne.

Chi fornisce questa notizia è:

Michael Lucas  con la sua equipes di studiosi della Harvard School of Public Health of Boston .

Attraverso i loro studi hanno stravolto completamente quello che era risultato dalle ricerche precedentemente svolte, giungendo alla conclusione che la caffeina e il caffè in genere, sono molto utili in fase preventiva contro la depressione.

Secondo le statistiche la popolazione femminile sarebbe più portata a soffrire di depressione in alcuni momenti della vita, con un 26%  di donne colpite, specialmente in età inferiore ai 45 anni o sopra i 65.

La ricerca è stata  svolta con un esperimento statistico, su un campione di 500.000 soggetti, in un lasso di tempo dal 1980 fino al 2006. Prima di tutto si sono accertati che queste persone non avessero precedenti di depressione, e hanno focalizzato la loro attenzione negli anni che vanno dal 1996 al 2006. Successivamente questa analisi delle abitudini e della corrispondenza fra caffeina e ansia ha portato al risultato desiderato.

Nel legame tra Ansia e Caffeina è emerso  che quasi settecento persone tra quelle analizzate ha sviluppato una sindrome depressiva, è casualmente erano tutte persone che consumavano circa un caffè alla settimana. Altre persone che invece consumavano 2 o 3  caffè al giorno sono rimasti immuni a questo tipo di disagio.

Riassumendo, sembra che chi consumi quotidianamente caffeina abbia il 20% in meno di possibilità di soffrire di depressione.

Chiaramente questo tipo di esperimento era rivolto soprattutto per le donne.

Il fatto che ci sia un legame fra Ansia e Caffeina è inevitabile, ma come ogni cosa dobbiamo cercare di considerare tutto con la nostra ragione.

La caffeina è una sostanza eccitante come lo è il ginseng e lo è anche la teina, una sostanza contenuta nel tè. Per tale ragione si tende a fornire ai bambini  il deteinato, ovvero privo di questa sostanza. Chiaramente se consideriamo una persona ansiosa e agitata è normale che un eccesso di sostanza eccitante possa peggiorare la sua situazione, infatti molta della confusione nasce  proprio dal fraintendimento che avviene scambiando la depressione con l’ansia e gli attacchi di panico, e questo è sicuramente il punto più importante.

Il legame tra ansia e caffeina è da ricercarsi nelle cattive abitudini: anche il fumo delle sigarette è nocivo per chi soffre di ansia perché conduce ad un aumento della pressione sanguigna e quindi ad una destabilizzazione delle situazioni normali che con l’ansia e la paura vengono chiaramente peggiorate.

Per fare un po’ di chiarezza sulla differenza fra l’ansia e la depressione farò un piccolo esempio, che a suo tempo mi è stato fatto per rendermi chiaro il tutto.

Tempo fa è stato condotto un esperimento con dei topi da laboratorio. Questi topi erano in una vasca dai bordi   arrotondati e riempita completamente di acqua. Il topo era munito di elettrodi e di segnalatori, così da poter monitorare i cambiamenti del suo cuore e la sua attività cerebrale,  ma non appena l’animale veniva immerso nel liquido cominciava ad agitarsi e  il suo cuore aumentava i battiti.

La sua attività nervosa si  era centuplicata, cercava in tutti i modi di nuotare verso il bordo. Una volta riuscito in questo compito, il topo tentò di arrampicarsi per risalire fuori dall’acqua, ma ogni volta non faceva altro che ricadere sempre nell’acqua,  perchè il bordo era troppo scivoloso.

Ad un tratto si notò che il ritmo cardiaco e il livello di agitazione dell’animale si stavano abbassando progressivamente, e l’animale finì coll’abbandonarsi del tutto, rinunciando alla fuga, dopodichè morì affogato. 

Questo esperimento è molto importante perché ci dà la dimensione della differenza sostanziale che intercorre fra ansia e depressione.

Quando il topo cercava di lottare per salvarsi la vita aveva paura ed era agitato, per questo faceva leva sul proprio corpo, sfruttando tutte le energie necessarie per ottimizzare la sua sopravvivenza. In quel momento il topo stava provando ansia.

Dopo  essere arrivato lungo il bordo, non riuscendo infine a salvarsi la vita con le proprie forze capì che la battaglia era persa, perciò scelse di rinunciare alla lotta per la sopravvivenza e si lasciò morire serenamente.

Una totale assenza di stimoli.

Ecco, quella  è la depressione.

Possiamo dunque comprendere come una sostanza eccitante possa agire su chi soffre di ansia in maniera negativa, ma allo stesso tempo possa agire su una persona depressa che non ha stimoli in maniera positiva, in quanto può scuoterla e darle quel nervosismo che porta a farlo reagire e uscire dall’apatia.

Ultimo aggiornamento:ottobre 1, 2014