Ansia da Prestazione Femminile

L’ ansia da prestazione femminile comporta alcune difficoltà dal punto di vista sessuale esattamente come quella maschile, ma analizziamola PIU’ DA VICINO.

Così come esiste l’ ansia da prestazione maschile, esiste anche l’ ansia da prestazione femminile: in questa circostanza sia uomini che donne affrontano lo stesso identico problema.

È stata la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica a dimostrare che questo tipo di disturbo vale anche per le donne. Tuttavia, benché anche in questo caso si tratti di disturbo fisiologico inerente la sfera sessuale, va precisato che l’ansia da prestazione femminile è costituita da caratteristiche fisiologiche diverse rispetto a quelle di uomo e gli effetti causati da essa non sono i medesimi.

Ansia da Prestazione Femminile

Per quanto riguarda l’ansia da prestazione femminile, si intende il caso in cui una donna non riesca a concludere il rapporto raggiungendo l’orgasmo, provando un forte senso di disagio.

Sebbene si tratta di due disturbi differenti, la fonte d’ansia principale alla base dell’ansia da prestazione femminile è quasi identica a quella maschile, anche se c’è da considerare il fatto che i risultati sono meno visibili rispetto a quelli di un uomo, poiché nel caso di quest’ultimo è riscontrabile immediatamente, mentre per la controparte femminile è più difficile da constatare con accuratezza per chi è meno sensibile o meno esperto.

Ansia da Prestazione Femminile: Le Cause

Alcune delle cause principali  riguardo l’ ansia da prestazione femminile fanno riferimento all’insicurezza nei confronti del proprio aspetto fisico, il sentirsi poco attraenti e desiderabili; inoltre, la maggior parte delle donne, temendo di non raggiungere l’orgasmo tende ad eccitarsi in misura insufficiente così da generare una lubrificazione spesso insufficiente affinchè si completi un rapporto sessuale nella norma.

Molte donne non si sentono all’altezza di un rapporto sessuale anche in termini di aspettative dei propri partner.

Chi soffre di ansia da prestazione femminile teme di trascorrere un’esperienza sgradevole e per questo motivo vive l’atto con angoscia. Secondo quanto emerso da alcune ricerche, le donne tendono a considerare il loro rapporto sessuale da un occhio esterno, piuttosto che godere delle sensazioni piacevoli che esso può offrire: per questo motivo spesso si sentono insoddisfatte e inadeguate.

Perché nasce quest’ansia da prestazione femminile?

Le donne soggette a questo disturbo solitamente conducono una vita piuttosto stressante e ciò riduce le possibilità  di compiere un rapporto sessuale sereno e piacevole, soprattutto se questo stile di vita è accompagnato da routine e montonia, fenomeno comune nella sfera sessuale quando la vita sessuale rimane invariata e priva di variazioni per diversi anni, stando sempre con lo stesso partner.

Le donne affette da ansia da prestazione femminile hanno paura di deludere il proprio compagno ritenendosi imbranate e poco “appetibili”, vittime di icone e immagini da film, da pubblicità e altri riferimenti invasivi e martellanti che suscitano frsustrazione e complessi di inferiorità non indifferenti.

È possibile porre rimedio all’ansia da prestazione femminile comunicando il proprio disagio al proprio compagno. Attraverso il dialogo sarà possibile conoscere bisogni e desideri del partner, aggiungendo quel pizzico di novità e di fantasia che prima mancava.

È importante inoltre prestare attenzione alla propria quotidianità, a partire da una dieta equilibrata e praticando attività fisica. Questi fattori possono sortire effetti molto incoraggianti sopratutto in termini di risposta sessuale ed eccitazione.

Ogni donna vittima dell’ansia da prestazione femminile dovrebbe infine cercare di dare maggior peso all’intimità. La seduzione è un’arte squisitamente femminile, pertanto dentro ogni donna esiste qualcosa di unico e di personale che non deve per forza fare a gare con copertine patinate e modelle famose. Questi stereotipi non fanno altro che danneggiare la propria vita di coppia, perciò è bene prenderne le distanze in modo opportuno e consapevole.

Ultimo aggiornamento:settembre 26, 2014

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