Farmaci ansiolitici ecco 3 consigli per te su come farne a meno

Chi soffre abitualmente di ansia conosce i farmaci ansiolitici, le indicazioni che troverai in questo articolo non sono consigli medici, ma suggerimenti e informazioni accumulate dall’esperienza con l’ansia e con le metodologie che ogni persona angosciata dall’ansia sperimenta per trovare benessere. 🙂

I farmaci ansiolitici sono usati per diminuire i livelli di ansia, alcuni di essi per realizzare tale risultato portano al sonno, sono anche detti farmaci ipnotici.

benzodiazepineUna delle classi più famose di medicine per l’ansia sono le benzodiazepine[wikipedia benzodiazepine]; psicofarmaci abbreviati con BZD, formate da un anello benzenico e uno diazepinico fusi insieme. Questo principio attivo è erede del  clordiazepossido, soperto casualmente nel 1955, sviluppato succeccivamente e reso commerciale come diazepam; più famoso come valium.

I farmaci ansiolitici più comuni sono appunto derivati delle benzodiazepine, sono molto utilizzati per la facilità di utilizzo, e per quelli che vengono considerati minimi effetti collaterali; eroneamente sottovalutati.

 

Farmaci ansiolitici più comuni.

Ecco adesso, alcuni ansiolitici più comunemente usati, come abbiamo detto la maggioranza di essi sono derivati delle benzodiazepine e sono farmaci ansiolitici.

Il primo che citiamo e l’ansiolitico En.


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#1 Ansiolitico En: esiste in gocce e pillole, serve nelle patologie come ansia nevrosi e insonnia. E’ un ansiolitico benzodiazepinico, e deve essere prescritto da un medico, l’uso del farmaco en deve essere controllato da un medico.

#2 Ansiolitico Xanax.

Anche questo farmaco ansiolitico fa parte della famiglia precedente: le benzodiazepine, è un farmaco utilizzato per l’ansia, gli attacchi di panico insonnia e spasmi muscolari.

 

#3 Ansiolitico Ansiolin.

Anche ansiolin è un farmaco usato contro l’ansia e i sintomi ansiogeni.

Come agiscono i farmaci ansiolitici.

Ansia e problemi emozionali si dice dipendano dallo squilibrio  di un neurotrasmettitore, il GABA (acido gamma-aminobutirrico), che è chiamato inibitore perchè appunto, inibisce e vieta l’azione di altri neurotrasmettitori implicati nell’umore.

Tutti i  farmaci ansiolitici aumentano il GABA, bloccando  il sistema nervoso centrale e e causando un effetto sedativo. Contrariamente  agli  antidepressivi che accentuano le funzioni dei  neurotrasmettitori che creano eccitazione:dopamina, noradrenalina, serotonina.


 

Avvertimenti generali e studi sugli ansiolitici:

L’Uso quotidiano di dosi terapeutiche di benzodiazepine è associato con una dipendenza fisica. La dipendenza può verificarsi dopo 14 giorni di uso regolare.  La crisi d’astinenza è simile a quella dell’alcol. Essa è ” più prolungata e spesso più difficile di quella dell’ eroina” afferma il Dottor Conway Hunter, Jr.Le conseguenze tipiche dell’ astinenza sono ansia, depressione, sudorazione, crampi, nausea e perfino reazione psicotiche e convulsioni.

1990 – 1996: Le benzodiazepine causano 1810 morti in Inghilterra il che li rende più letali dell’eroina, della cocaina e del metadone, i quali insieme causano nello stesso periodo 1623 morti.

1997: Uno studio su Journal of The American Medical Association (JAMA) rivela che le persone anziane che prendono benzodiazepine per ansia o insonnia sono esposti maggiormente a incidenti automobilistici. Brenda Hemmelgarn, M. N., Sammy Swissa, Ph. D., e colleghi dalla McGill University e dal Royal Victoria Hospital, ( Montreal Quebec), studiano 224.734 automobilisti di età compresa tra 67 e 84 anni, e determinano un’ aumento del 45 % di incidenti automobilistici gravi durante I primi 7 giorni di assunzione di una forma di benzodiazepine a rilascio prolungato.

2001: Uno studio inglese riporta che ” un aumento di ostilità e aggressività può verificarsi nei pazienti che prendono benzodiazepine. Gli effetti vanno da loquacità e agitazione ad aggressività e azioni antisociali.”

Febbraio 2001: C.Heather Ashton – un professore inglese che studiava casi di violenza su bambini, moglie e anziani – ne attribuì la causa alle benzodiazepine.

Marzo 2005: La Commissione Sanità del Parlamento Inglese svela i risultati della sua inchiesta sulle benzodiazepine e riferisce “adesso si sa che gli effetti collaterali del trattamento con benzodiazepine includono una calma eccessiva data dai sedativi, difficoltà di attenzione, amnesia e a volte dipendenze incurabile. L’improvvisa interruzione può portare a gravi crisi d’ astinenza che includono convulsioni in alcuni pazienti. Per limitare questi rischi adesso si consiglia un trattamento a breve termine seguito da lunghi periodi di riduzione graduale del farmaco.”

Avvertimenti e studi su ansiolitici specifici:

Rohypnol

Nota: Gli Stati Uniti non hanno approvato il Roypnol (flunitrazepam) per uso medico.
Di conseguenza esso viene importato di contrabbando negli Stati Uniti dal Messico e dal Sud America.

Uno studio fatto in Svezia nel 2000 su 47 adolescenti e delinquenti rivela che il 49% di essi faceva grosso abuso di un ansiolitico, Rohtpnol (conosciuto anche come “l’inibitore della paura” oppure come “droga dello stupro”) il quale li rendeva capaci di commettere crimini estremamente violenti. Coloro che ne abusavano non mostravano alcun senso di colpa riguardo i loro crimini: “quando lo pugnalai, sembrava come mettere un coltello nel burro”, dicono i referti. “Non ho sentito alcuna emozione quando l’ho pugnalato 5 volte”, racconta un adolescente.

Questo farmaco è anche conosciuto come “la droga dei club”, un termine generico che include un numero imprecisato di droghe sintetiche e illegali, per lo più usate in night club e feste. Queste droghe hanno guadagnato popolarità soprattutto grazie alla falsa convinzione che non sono molto dannose e che non creano così tanta dipendenza come le droghe di uso corrente quali cocaina ed eroina. Questo farmaco induce chimicamente amnesia e spesso causa diminuzione della pressione sanguigna, sonnolenza, disturbi visivi, capogiro, confusione, disturbi gastrointestinali, e ritenzione urinaria.

Xanax

Dicembre 1990: Il Dr. John Steinberg, direttore medico del Programma di dipendenza chimica del Greater Baltimore Medical Center e Presidente del Maryland Society of Addiction Medicine, conferma che i pazienti che prendono una tavoletta di Xanax al giorno per alcune settimane possono diventarne dipendenti. Secondo Steinberg, dopo che un paziente smette di prendere Xanax ci vogliono dai 6 ai 18 mesi perché il suo cervello recuperi. I pazienti che prendono Xanax dovrebbero essere avvisati, egli afferma, che ci può volere molto tempo per superare i sintomi dolorosi di astinenza.

Studiosi di farmacologia hanno stabilito che lo Xanax dà più dipendenza dalla maggior parte delle droghe illegali, includendo la cocaina e l’eroina, e una volta che si diventa tossicodipendenti interrompere l’assunzione può essere molto difficoltoso e può diventare un’ esperienza perfino letale.

Secondo uno studio di 1994 sullo Xanax, “in 8 dei primi 80 pazienti da noi trattati con alprazolam (Xanax) si è osservata rabbia estrema e comportamento ostile. I risultati sono stati di aggressioni tra due pazienti, comportamenti potenzialmente pericolosi verso gli altri da parte di altri due pazienti, scatti verbali di ira dai rimanenti quattro.” Lo studio riporta che una donna che non aveva nessuna storia di violenza prima di prendere lo Xanax “cominciò ad urlare al quarto giorno di trattamento di alprazolam e puntò un coltello alla gola della madre per qualche minuto.”

In uno studio successivo, oltre la metà dei partecipanti ad un esperimento sullo Xanax manifestarono “cattivo comportamento”che significava violenza o perdità di inibizione del comportamento aggressivo. La violenza includeva ” profondi tagli sul collo…tagli ai polsi…tentativi di spezzarsi un braccio…lanciare sedie al bambino…sbattere con violenza braccia e testa…saltare davanti una macchina.”

Bibliografia:

Physicians’ Desk Reference, http://www.pdrhealth.com.
Tracey McVeigh, “Tranquilizers ‘more lethal than heroin,'” The Observer, 5 Nov. 2000.
Matt Clark, Mary Hager, “Valium Abuse: The Yellow Peril,” Newsweek, 24 Sept. 1979.
Ibid.
Op. cit. Tracey McVeigh.
“Elderly On Long-Acting Anxiety, Insomnia Drugs Have More Car Crashes,” webmaster @ docguide. com.
Bezo.org.uk, citing British National Formulary, 2001.
Bezo.org.uk, citing, Professor C. Heather Ashton, Benzodiazepines: How They Work and How To Withdraw, Feb. 2001,
“The Inluence on the Pharmaceutical Industry,” House of Commons, UK, Health Committee, Vol 1, March 2005, p. 65.
Anna Maria Dademan, “Flunitrazepam and violence-psychiatric and legal issues,” Department of Clinical Neuroscience,
Occupational Therapy and Elderly Care, Research Division of Forensic Psychiatry, Karolinska Institute, Sweden, 2000, p. 43.
“Club Drugs: An Update,” Drug Intelligence Brief, Drug Enforcement Administration, Sept. 2001.
Peter Breggin, Toxic Psychiatry, p. 245
“Xanax addiction extremely tough to kick,” MSNBC News Online, 2001.
Jerrold F. Rosenbaum and others, “Emergence of Hostility During Alprazolam [Xanax] Treatment in Borderline Personality Disorder,” The American Journal of Psychiatry, Vol. 141, No. 6 (June 1984), pp. 792-293.
David L. Gardner and Rex. W. Cowdrey, “Alprazolam-Induced Dyscontrol in Borderline Personality Disorder,” The American Journal of Psychiatry, Vol. 142, No. 1 (Jan. 1985), pp. 98-100.

(ciazione da:Comitato dei cittadini per i diritti umani)

Come gestire l’ansia senza farmaci ansiolitici.

Come spesso è un mio uso, anche perchè parlando di farmaci è obbligatorio: al fine di non condurre il lettore in confusione, specificare che non sono un medico e ne un cosiddetto professionista. I miei suggerimenti sono frutto della mia lunga esperienza con l’ansia e con la sindrome del “cervello rotto”, come la chiama un famoso scrittore,

Quello che io mi sento di consigliare amichevolmente, è di valutare attentamente e permettersi di aprire la propria mente ad uno scenario più vasto.

Non ho mai visto in vita mia( nella mia vita!) persone che usano farmaci guarire da ansia e panico. Forse può sembrare un’affermazione forte, ma in vita mia non l’ho mai vista veramente.

Ho conosciuto persone che ricorrono a farmaci ansiolitici e prodotti vari per anni, alternando momenti buoni a momenti bui, ma non ho mai visto in loro esplodere una vera vitalità.

Con questo io manifesto la mia esperienza e il mio pensiero, con il tempo ho imparato a considerare che un lavoro su noi stessi, sincero e profondo è assai più utile; doloroso, faticoso, ma utile e assolutamente curativo.

Questo lavoro passa dalla meditazione come strumento di cura delle emozioni, e soprattutto dall’accettazione e il fare pace con noi stessi, esistono molte tecniche energetiche, e anche se contestabili agli occhi degli scettici( anche se per usarle non bisogna credere ), mi hanno portato difronte casi di persone che hanno cambiato realmente la loro vita, e si sono creati un grande e solido equilibrio in cui i sentimenti di ansia e agitazione hanno assunto il ruolo di storie che la mente crea per il suo bisogno di controllo, ma sono storie, sta a te capire che non sei la storia che la tua mente a volte racconta, ma sei molto di più.

3 cosigli per cambiare la tua ansia in forza.

1# Ansia e panico sono legati a scelte fatte, al realizzare che non sei quello che vorresti, al ricordo di comportamenti appresi che puoi cambiare, cambiali e l’ansia non sarà più un problema.

2# Quello che ti occorre per vivere la tua vita pienamente è dentro di te, e c’è sempre stata, fino a quando cercherai la felicità fuori, continuerai a cercarla nell’aspettativa infinita.

3#Impara ad ascoltarti, e a comprendere che dentro di te c’è una parte che non è mai cambiata, li risiede il tuo vero essere e la sorgente della tua serenità, fino a quando non la sperimenti saranno sempre chiacchiere, ma basta un secondo nella tua sorgente per cambiare la vita.

Un abbraccio Andrea.

 

 

 

 

 

 

 

 

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